STORIA DI BOLOGNA

Dalle origini di Bologna a...

CENTRO STORICO BOLOGNA

La storia inizierebbe così: all'inizio VELZNA era il nome di questa località, poi diventata FELSINA quindi BONONIA coi Romani e infine BOLOGNA, il nome con cui la conosciamo oggi. 

Ma è già nella prima  Età del Ferro che la zona rivestirà un grande interesse per gli storici e gli archeologi: è infatti una località di Castenaso, Villanova, nei dintorni di Bologna, che dà il nome alla prima civiltà conosciuta: quella Villanoviana .  




La città etrusca - Velzna 

bologna etrusca MISA marzabotto
Gli Etruschi fondarono VELZNA nel 534 a.C.  , con lo stesso nome dato ad altre città del loro territorio , quali Orvieto, Bolsena o una frazione del comune di Castelnuovo Berardenga; il nome significa forse <terra fertile> . 
Il periodo etrusco  ha lasciato importanti vestigia, soprattutto a Misa o Misano ( l'attuale Marzabotto , vedi foto) avamposto etrusco per i commerci con la pianura  il cui sito archeologico è uno dei tanti motivi di visita della provincia di Bologna oggi denominata Città Metropolitana
Importanti vestigia del mondo etrusco sono anche conservati nello stesso museo P. Aria di Marzabotto nonchè nel Museo Civico Archeologico di Bologna.

Da Velzna a Bononia

felsina bologna romani


La parola VELZNA o FELZNA veniva pronunciata in latino Felsina e come tale la città fu chiamata dai Romani, almeno fino a quando rimase nelle mani degli Etruschi e cioè fino a quando fu conquistata dai Galli Boi nel 358 a. C.
Nel 159 a .C. i Romani la conquistarono e la ribattezzarono Bononia (che in seguito divenne Bologna in italiano), che sembra derivare dalla parola celtica bona ("luogo fortificato"),
Ma il vecchio nome Felsina è rimasto in lingua comune e viene ancora usato oggi in italiano, anche come aggettivo, come sinonimo di Bologna.



La nascita dello "Studium"

Successivamente, durante l’età augustea, la città conobbe un periodo di forte sviluppo che portò alla costruzione di strade pavimentate, acquedotti, edifici pubblici e terme. Come altre città che sorgevano sulla Via Emilia, anche Bologna venne saccheggiata e parzialmente distrutta dai barbari fino a quando, nel 476, l’Impero Romano d’Occidente cadde definitivamente. 

Nel 727 Bologna fu conquistata da Liutprando, re dei Longobardi, fino a quando non venne liberata da Carlo Magno e restituita allo Stato della Chiesa, per diventare parte del Regno d’Italia alla fine del IX secolo. Tra il X e l’XI secolo, con le lotte per le investiture (scontri tra Papato e Impero), si fece sentire l’influenza della Contessa Matilde di Canossa, schierata dalla parte della Santa Sede. 

Fu in questo periodo che nacque lo Studium, l’Università di Bologna, che attirava studenti da tutto il mondo, soprattutto dalla Germania. 


La   Bologna delle torri

Alla morte della Contessa Matilde, nel 1115, si fa risalire la nascita del Comune, composto principalmente da giuristi. 

In questi anni Bologna conobbe un periodo di espansione verso i territori delle città limitrofe, con la conseguente diffusione di torri e case-torri. 

Durante le guerre tra Guelfi e Ghibellini, la città conobbe alterne fortune, con conseguenti rivolte che rischiarono di svuotare la città. 

Nel 1401, tra le famiglie nobili di Bologna, emerge quella dei Bentivoglio, che governerà la città per 46 anni, portando un periodo di stabilità e crescita economica e culturale: vengono restaurati infatti il Palazzo Pubblico, il Palazzo del Podestà e Porta Ravegnana. 

Dopo la cacciata della famiglia Bentivoglio, Bologna torna a far parte dello Stato della Chiesa per circa tre secoli. 



Da Napoleone ai giorni nostri.

Nel 1796 Napoleone giunge a Bologna, dichiarando decaduto il governo dello Stato della Chiesa e restituendo dopo secoli il potere al Senato, ma dopo il Congresso di Vienna, nel 1815, la città torna sotto il controllo del Papato, fino a quando nel 1860 viene annessa al Regno di Sardegna, che diventerà Regno d’Italia esattamente un anno dopo. 

I primi anni del 1900 vedono susseguirsi rivolte, manifestazioni e attentati contro il Fascismo, fino all’attentato contro Mussolini, nel 1926. 

Importante il ruolo di Bologna durante la Seconda Guerra Mondiale: trovandosi in posizione strategica, la città è stata ripetutamente bombardata. 

Strenua la resistenza dei partigiani, che subirono gravissime perdite in queste zone, soprattutto a Marzabotto e durante la battaglia di Porta Lame. 

Gli anni ’70 del novecento furono gli Anni di Piombo, caratterizzati da attentati e stragi politiche, tra queste bisogna ricordare quella del 2 agosto 1980 a Bologna, quando una bomba esplode nella sala d’attesa della stazione ferroviaria, causando la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200.